mercoledì 12 dicembre 2007

Una topica tira l'altra

Non c'è due senza tre, dicono gli idraulici a Parigi... ma noi che, molto più modestamente, studiamo Psicologia e Pedagogia in quel del Nobel possiamo tranquillamente recitare che "non c'è uno senza due"!
Si parla ovviamente delle topiche di Sigmund Freud. Quelle tripartizioni a carattere dimensionale che abbiamo già potuto osservare nel post precedente quando parlammo di Prima Topica.


Cosa cambiò nella testolina del nostro Freud per rinnovare l'impianto della Topica? Scoccò l'anno 1922 (era il 1922 Serenella, come giustamente indicavano anche i vari libri a riguardo... errore mio di cui mi scuso) e Freud diede alle stampe L'Es e l'Io, saggio complesso ma breve che ribaltava un po' di cosette che già erano state devastanti per la cultura di mezza Europa.
Veniva infatti rivalutata la netta divisione tra le istanze psicologiche fondanti la prima topica dando un nuovo valore all'inconscio che, non essendo più connotato in ottica descrittiva viene anche menzionato come istanza latente lo stato conscio e, poiché sempre presente, influenzante qualsiasi nostra attività sociale; noi siamo molto più inconsciamente consci (o consciamente inconsci?) di quanto sembra.
Questo rinnovato inconscio, pieno come il precedente delle pulsioni di base (eros e tanathos), del materiale rimosso e del passato stratificato, si carica anche di quel senso di istintività che ci accomuna con gran parte del mondo animale, sarà chiamato ES.
Il vecchio conscio, che certo non lo si metterà in pensione, viene ribattezzato IO e a lui si attribuirà il grandissimo compito di essere il protagonista (consapevole o no) della vita psichica di ogni essere umano; a lui spetta il compito di vivere così come di azionare i meccanismi di difesa.
ES e IO sono così in piena comunicazione ma vengono vincolati (per nostra fortuna) da una terza istanza, a carattere normativo, etico-morale, valoriale denominata SUPER-IO; esso altro non è che l'interiorizzazione nella nostra coscienza di tutti quegli elementi eteronomi che guidano le nostre azioni, dalle leggi ai comandamenti, al valore del rispetto, alla buona educazione e così via.
ES, IO e SUPER-IO formano così la Seconda Topica, ovvero una seconda tripartizione psichica che però può toccare anche la personalità dell'uomo come essere vivente nella società.

Di indubbio valore teorico è anche la teoria, legata alla genesi delle istanza formanti la seconda topica, dello sviluppo psico-sessuale del bambino che, con Freud, perde ogni connotato angelico divenendo un essere polimorfo e perverso.
Polimorfo perché assume diverse forme, ovvero diverse modalità di esternalizzare la sua crescita sepsso legate a fattori corporei; Perverso perché nel crescere, utilizzerà sempre quella parte che darà lui estremo piacere, un piacere però ancestrale ben diverso da quello che esperiamo noi adulti.
Cinque fasi, zone erogene a gogò, compiti di sviluppo importantissimi: ecco gli ingredienti per una sana e corretta crescita psico-sessuale di qualsiasi persona. Andiamo però nel dettaglio:
  1. Fase Orale (0-1 anno) - La zona erogena è la bocca (labbra e lingua) e il compito di sviluppo è lo svezzamento. Capite bene come il bambino, per crescere entra da subito in contatto con il seno materno e successivamente porta alla bocca qualsiasi oggetto per conoscerlo;
  2. Fase Anale (2-3 anni) - La zona erogena è l'ano (con le sue mucose) e il compito di sviluppo è rappresentato nel controllo degli sfinteri. Il saper gestire il bisogno legato alla produzione di feci è immagine diretta di una crescita anche in ottica sociale e di responsabilità del bambino;
  3. Fase Fallica (4-5 anni) - La zona erogena è quella genitale e il compito di sviluppo è la risoluzione del Complesso di Edipo (vedi il libro di testo a riguardo). Avviene in questa fase la piena accettazione dei ruoli familiari come legati prevalentemente all'affetto (genitore del sesso opposto) o legati all'autorità/rispetto (genitore dello stesso sesso). Qui si concretizza il principio di realtà già introdotto nel primo anno di vita e si struttura una coscienza morale significativa;
  4. Periodo di Latenza (6-11 anni) - In questa fase non vi è una zona erogena specifica e anzi, vi è una forte riduzione delle pulsioni erotiche. Il bambino ha infatti bisogno di tempo per ristrutturare le fasi precedenti e attivare, come compito di sviluppo, i meccanismi di difesa;
  5. Fase Genitale (12-18 anni) - la zona erogenza è quella dei genitali e il compito di sviluppo è il raggiungimento di una sessualità matura. Non basta solo avere una prima tipizzazione sessuale che già compare nella fase fallica, bensì serve scoprire il proprio genere (questione sociale) oltre che il proprio sesso (questione biologica), il proprio oggetto di desiderio sessuale nonché stabilire dei legami stabili e significativi con la persona che viene scelta.

Manca poco per la conclusione di Freud, un post solo, legato ai sogni... e proprio sognando, vi saluto!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Molti concetti tutti insieme.. molte assense..in piu' mettici anche Kant.. che dire..speriamo di farcela!! notte.notte..
Sara